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Questa ricerca ha indagato sul razzismo e sui pregiudizi, con risultati considerevoli

Una nuova ricerca in ambito psicologico dimostrerebbe che esistono maggiori pregiudizi nei confronti delle relazioni tra una donna bianca e un uomo nero rispetto a quelle tra un uomo bianco e una donna nera. Lo studio, pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology, indica che le donne bianche vengono più spesso disprezzate dagli altri bianchi per aver frequentato persone al di fuori del loro gruppo di appartenenza, per così dire, mentre gli uomini bianchi non sono soggetti a questo pregiudizio.

Gli autori della ricerca hanno voluto documentare la disparità di trattamento delle relazioni (dette tecnicamente interrazziali, per quanto ovviamente poi non esistano le razze nel senso dispregiativo del termine) tra donne bianche, in particolare nel corso della storia degli Stati Uniti. Provenendo da questo background, ho notato che questi modelli storici sembrano influenzare ancora oggi le reazioni al comportamento sessuale delle donne.

Per esempio Elliot Roger lo studente universitario autore del massacro di Isla Vista del 2014, morto suicida poco dopo, espresse apertamente rabbia per il fatto che le donne bianche sarebbero a suo dire attratte da uomini neri o ispanici, a suo dire “inferiori”, e non da lui. Ha poi preso di mira e ucciso le donne bianche che riteneva lo rifiutassero in modo “ingiusto”, sulla base di queste aspettative razziali, il che si colloca nella ricerca in oggetto (che potete leggere in originale qui). Questa ricerca, in altri termini, dimostra l’esistenza di un doppio standard di genere per il contatto intimo tra i gruppi tra i bianchi, rivelando che le norme di genere svolgono un ruolo fondamentale nel persistere di forme di razzismo nella società americana (e non solo).

Nel corso della storia americana, le leggi formali e le norme sociali hanno finito per scoraggiare, in media, le relazioni sessuali e/o sentimentali tra individui di etnie diverse, in particolare se annesse al colore della pelle: questo è il presupposto da cui parte la ricerca. Le relazioni di questo tipo risultano provocatorie per chi sostiene con forza (e a volte con violenza, purtroppo) l’idea di purezza della razza, un retaggio storico infelice che oggi si esplica attraverso internet e numerose teorie del complotto in merito. Gli uomini dalla pelle di colore bianco, ad esempio, sembrano essere i più ostili al “mix” rispetto a chiunque altro, sfruttando la propria posizione generalmente dominante.

In un campione americano rappresentativo la ricerca ha fatto emergere che le donne bianche devono affrontare penalità e discriminazione sociali differenziate per il contatto intimo tra gruppi diversi, essendo percepite come devianti rispetto al genere e di basso rango all’interno del gruppo. Al contrario, avere un partner razziale fuori dal gruppo non ha influenzato la percezione dello status degli uomini o delle donne nere.

Le percezioni sullo stato di entrambi gli individui nella coppia prevedevano atteggiamenti nei confronti della coppia come unità, portando a un maggiore pregiudizio nei confronti delle relazioni interrazziali che coinvolgono donne bianche rispetto agli uomini bianchi.

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