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Giochi di carte: le origini nel mondo (e in Italia)

Gli storici non sono concordi nella datazione del mazzo di carte, quello comunemente usato per i passatempi più noti. Per quanto riguarda il territorio europeo, la loro prima comparsa risale probabilmente intorno al 1300: alcune tracce si hanno a Firenze e in Francia. All’interno del capoluogo toscano è stato nominato il gioco d’azzardo con le carte come attività proibita, ragion per cui è lecito pensare ad una sua più ampia diffusione anche negli anni immediatamente precedenti. Sembra però poco probabile che quelle di matrice europea siano i primi mazzi di carte in assoluto. Pur non avendo indicazioni temporali precise in merito, sono state ritrovate tessere dalla forma rettangolare in aree coincidenti con i territori dell’attuale Cina e Persia all’incirca un millennio fa. Non si è però a conoscenza del fatto che queste rappresentassero effettivamente delle carte utili per il gioco, in alcuni casi infatti il riferimento andava a carte molto simili alla valuta corrente e spesso utilizzate come cartamoneta. Ugualmente difficile sarebbe rispondere all’interrogativo a proposito di come i mazzi siano passati dall’estremo Oriente al centro dell’Europa: l’ipotesi più verosimile fa riferimento ai commerci, più nello specifico ai navigatori che si portavano a bordo i mazzi per passare le lunghe giornate in mare aperto.

Tralasciando però la loro collocazione storico-geografica, si ritrova invece parere piuttosto unanime riguardo al primo gioco di carte: il ganjifa, sorto nell’antica Persia, e letteralmente significa “giocare a carte”. In tempi molto successivi si hanno poi tracce dei primi giochi veri e propri, collocati nel continente europeo e con l’utilizzo di mazzi molto simili a quelli diffusi ancora oggi. Da secoli il gioco di carte è considerato uno dei principali passatempi, permettendo di svagare la mente a prescindere dal luogo in cui ci si trova. Per farlo è sufficiente avere a disposizione un mazzo di carte: grazie ai molti solitari, non è necessario nemmeno raggiungere un numero minimo di giocatori.

Parlando però di giochi che esulano dalla sfera del solitario, sono numerosi quelli divenuti ormai veri e propri cult nell’immaginario comune. A livello internazionale è senza dubbio il poker quello più celebre e ancora oggi oggetto di svariati film e serial televisivi. Come per quanto riguarda la datazione delle carte, vi è incertezza anche a proposito dell’esatta origine del poker: secondo alcuni pareri, sarebbe sorto a New Orleans, in territorio statunitense, ma su importazione dei colonizzatori francesi. La sua ampia diffusione fa sì che vi siano anche equivalenti sul web, così come per le stanze del blackjack online all’interno delle principali sale gioco. Contrariamente al poker, l’origine del blackjack appare certa: deriva dal francese Vingt-et-un (21) e si diffuse a partire dal XVII secolo; assunse in seguito la denominazione attuale dopo la diffusione in territorio statunitense.

Risalire alle origini del baccarat è invece decisamente più arduo, sebbene sia un gioco ormai praticato ovunque. Molte fonti riportano al Medioevo ma per alcuni storici la prima datazione risalirebbe addirittura in epoca etrusca, in territorio italiano. Rimanendo in territorio nostrano, sembra essere fiorentina l’origine del gioco di carte denominato Machiavelli, una sorta di rielaborazione del più conosciuto ramino. Addentrandoci più nello specifico nella tradizione regionale italiana, quest’ultima appare legata a doppio filo con quelle che sono i canonici passatempi con i mazzi di carte. La regione che viene spesso associata a questo tipo di attività è la Campania, anche grazie al mazzo di carte napoletano che è tra i più diffusi della penisola. Con questa tipologia di carte è possibile giocare, tra i tanti, a briscola, scopa e rubamazzo: passatempi che hanno ormai valicato i confini regionali per divenire giochi di uso comune a livello nazionale. Questa loro diffusione a macchia d’olio ha fatto sì che i più celebri ottenessero anche una versione online. Occorre specificare che molto spesso ogni realtà regionale adotta il proprio mazzo di carte, ma è impossibile replicarne ogni versione anche nella modalità sul web. Per questo è spesso riproposto il mazzo napoletano, conosciuto lungo tutta la penisola italiana e non solo: ad esempio, nella recente Global Game Jam 2023, è stato proposto un nuovo gioco proprio con l’utilizzo di queste carte. Secondo, a livello di importanza, è quello piacentino e in seguito tutti gli altri. La differenza tra i mazzi riguarda essenzialmente la raffigurazione di alcuni segni, la dimensione è invece molto simile tra loro (con alcune variazioni di pochi centimetri a seconda della realtà regionale). Foto di Nhật Huy da Pixabay

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